Iris Ristorante si inserisce nella cornice del quattrocentesco Palazzo Soave, che sorge subito fuori dalle mura romane di Verona, nei pressi dello storico Ponte Navi sul fiume Adige. All’angolo tra Stradone San Fermo e via Leoni, a pochi passi da Piazza Erbe e dall’Arena e lungo quello che fu il Cardo dell’antica città romana, prende forma un nuovo polo del gusto e dell’ospitalità, tra vestigia romaniche, scavi archeologici di Età Romana, statuaria originale e affreschi del grande pittore Dorigny.
Iris Ristorante a Palazzo Soave si inserisce infatti nel piano di recupero e riqualificazione di uno dei più prestigiosi edifici del centro, per decenni in stato di abbandono. Un progetto ambizioso, trasformato in realtà dal Gruppo Soave Property, guidato dall’imprenditore Bruno Soave, artefice di alcune delle più importanti operazioni di valorizzazione di beni storici nel Veronese, messe in rete e a sistema grazie alla visione di un manager-mecenate di grande esperienza.
Gli interventi di restauro a cura dello studio di architettura Merlini hanno interessato l’intero immobile, con l’obiettivo di giungere alla sua completa restituzione. Il criterio seguito per tutti i lavori è stato quello del minimo intervento, utilizzando manodopera specializzata nella conservazione dei beni architettonici e con l’ausilio di materiali specifici delle migliori qualità presenti in commercio. Il palazzo riacquisisce la nobiltà e il sapore dei tempi passati, valorizzato da una nuova luce radente che ne restituisce l’immagine anche nelle ombre serali e nello stretto rapporto armonico con la chiesa di San Fermo.
Il design moderno e raffinato dell’ambiente – con i grandi lampadari Villari, i bicchieri e i decanter finemente decorati a marchio Riedel, le ceramiche Jacques Pregay, Costa Verde, Degrenne e Royal – stupisce per il contrasto con la location quattrocentesca nella quale i muri affrescati si ergono a testimoni della storia di uno dei palazzi più prestigiosi del centro di Verona.
Iris Ristorante a Palazzo Soave ha due sale che possono ospitare fino a 35 coperti. I due spazi, uno davanti alla cucina e l’altro adiacente, sono collegati da un arco in mattoni. Al piano inferiore, tra volte medievali, si snoda invece la cantina di Iris.