Di: Ristoranti di Bargiornale

A Palazzo Soave, nel cuore di Verona, prende forma un nuovo progetto di ospitalità che ruota attorno a Iris, il ristorante guidato dallo chef Giacomo Sacchetto. Una cucina legata alla riconoscibilità degli ingredienti e poi a territorio e piccoli produttori, alla sostenibilità e alla stagionalità.

Di: Panorama

C’è uno chef, Giacomo Sacchetto del ristorante Iris a Palazzo Soave che le riserva un trattamento speciale tra i tanti piatti di ascendenza scaligera – i Della Scala si erano estesi in Lombardia, Emilia e parte di Piemonte e Toscana- che gli consentono l’eclettismo fuori piazza. L’ovino ha carne rosea e dolce. Lui ne fa una “battuta” con un ricco affresco di gelatine, spume, giardiniera, (che è una preparazione piemontese), e decorazione floreale.

Di: Scatti di Gusto

Avevo più volte in passato scritto di Giacomo e descritto la sua cucina e i suoi piatti come “la cucina della gentilezza: soave, leggera, mai tagliente e mai esagerata. E lo confermo: questa è la base. Ma con gli anni si aggiungono accenti, sottolineature di forma, ingredienti e gusto deciso che fanno evolvere la proposta gastronomica de La Cru in modo ancora più personale e invitante“. C’è però un ulteriore affinamento, oserei dire una colta raffinatezza, fatta di tecniche e colori, di consonanze e umori, di costruzioni di piatti interessanti, intelligenti e innovative.

Di: Donna Moderna

A 500 metri dall’Arena di Verona e da Piazza Erbe c’è Palazzo Soave, complesso del ‘400 in cui convivono due eccellenze che meritano una giornata di coccole: la Talise Spa e Iris Ristorante, 1 Stella Michelin. Fiore all’occhiello della prima, trattamenti signature come il Persian Rose Rituel con olio essenziale di rosa persiana selvatica e le Zerobody, sistema brevettato di dry floating: il corpo galleggia sopra oltre 400 litri di acqua calda, separato da una speciale membrana, senza bagnarsi, con effetti benefici per dolori muscolari, circolazione e sonno. Niente di meglio prima dell’altra immersione: quella nell’experience culinaria dello chef Giacomo Sacchetto, allievo di Norbert Niederkofler e Giancarlo Perbellini. Nei suoi piatti, un’armonia di note fresche, acide e amare. Da provare, lo Spaghetto turanico con canocchie, asparagine e liquirizia, i Bottoni di lenticchie, il brodo speziato di gallina Grisa, cavolo nero e peperone crusco.

Di: Reporter Gourmet

La città di Romeo e Giulietta, quella dell’amore per antonomasia. È vero, in Italia di città romantiche ce ne sono tante, complice la naturale bellezza storica che disegna da Nord a Sud il nostro bel paese. Verona però sa sempre come cristallizzare il romanticismo, contornata da un’aura difficilmente replicabile. Vien da sé consigliare un pranzo o una cena nel ristorante 1 Stella Michelin sito all’interno del quattrocentesco Palazzo Soave. Qui il ristorante Iris – che prende il nome dal fiore spontaneo simbolo della città – presenta il menu firmato dal suo Executive Chef Giacomo Sacchetto. Il percorso però inizia nella evocativa cantina, dal grande valore storico e simbolico, con i suoi mattoni a vista e le oltre 800 etichette selezionate. Si prosegue risalendo su, al piano terra, dove poter scorgere la cucina a vista, gli affreschi e i chandelier contemporanei. Un’esperienza intima e di grande charme con un menu degustazione pensato ad hoc dallo chef al costo di 200 euro a persona e, per chi desidera, anche un abbinamento vini a 90 euro.

Di: Michelin

Come per le tradizioni culinarie salate, le confluenze culturali e le dominazioni straniere (arabe, spagnole, francesi su tutte) hanno lasciato nel corso dei secoli indelebili tracce sull’evoluzione della pasticceria italiana. Dalla Sicilia alle regioni alpine, il Bel Paese presenta oggi un colorato bouquet di dessert in cui le ricette tramandate di famiglia in famiglia ed altre create dalle intuizioni di singole realtà, trovano il loro punto d’incontro nell’indissolubile legame con il territorio circostante, nel rispetto delle usanze locali e nell’utilizzo di materie prime di alta qualità, finemente valorizzate.

Di: Food & Wine

Scampi e pandoro è un piatto realizzato da Giacomo Sacchetto del Ristorante Iris a Palazzo Soave — 1 Stella Michelin — a Verona. Lo chef, in passato, ha realizzato una prima versione di questa ricetta per il pranzo di Natale di famiglia ricevendo l’apprezzamento dei suoi parenti. Ciò lo ha spinto a studiarne un adattamento più elaborato da proporre al ristorante. Lo chef Sacchetto ha utilizzato uno dei simboli del Natale veronese, il Pandoro, abbinato agli scampi dell’Adriatico, mare per il quale nutre un profondo rispetto tanto da avergli dedicato Adriatico e dintorni, uno dei menu degustazione del ristorante Iris.

Di: Michelin

Iris è un fine dining ospitato in un luogo davvero speciale e affascinante del centro storico, a pochi passi dall’Adige. Il ristorante occupa gli ambienti del quattrocentesco Palazzo Soave, restaurato in modo impeccabile: un intervento che ha rispettato la storia dell’edificio, ma con l’obiettivo di creare spazi eleganti, lussuosi e ariosi, resi la sera ancora più romantici grazie a un sapiente uso delle luci soffuse.

Di: Gentlemen

Giacomo Sacchetto fa cucina guardando alla Storia, cioè alla dinastia Della Scala che estese i confini dal Veneto alla Lombardia, all’Emilia e alla Toscana. Dunque sono legittime le escursioni culinarie fuori piazza, il talento sta nel coniugarle. Esemplari i casoncelli alla mugnaia che rivisitano il formato della pasta bergamasca e il ripieno, con sogliola infarinata e fritta. Completano il piatto crema di patate, burro di nocciola e salsa Worchestershire. Ricetta che più scaligera non si può.

Di: Italia a Tavola

Il quattrocentesco edificio Palazzo Soave è stato restituito alla città grazie alla visione dell’imprenditore Bruno Soave, che lo ha trasformato in uno scrigno di bellezza e ospitalità. Qui Sacchetto esprime la sua maturità con una cucina elegante, concreta e leggibile, capace di alternare piatti che raccontano il territorio a creazioni iconiche ormai entrate nella memoria dei clienti, i Piatti d’Autore. Nei menu, l’eleganza convive con la concretezza, la memoria dialoga con l’innovazione per una cucina leggibile, libera dalle mode.