Iris*, il ristorante veronese da scoprire durante il Vinitaly
L’insegna, all’interno di Palazzo Soave, guidata dallo chef Giacomo Sacchetto ospita una cantina con oltre 1000 referenze da scoprire insieme al sommelier Andrea Puliga

Dal 12 al 15 aprile a Verona torna Vinitaly e Iris, ristorante 1 Stella Michelin guidato dallo chef Giacomo Sacchetto all’interno di Palazzo Soave, è pronto ad aprire le sue porte per dare il benvenuto a un pubblico affamato di novità in bottiglia. Il salone internazionale del vino e dei distillati più rilevante d’Italia, come di consueto in questo periodo dell’anno, trasformerà la città nel cuore pulsante dell’universo vitivinicolo. Iris accoglierà nelle sue sale quattrocentesche ospiti carichi di aspettative sulle etichette che potranno scoprire e degustare. Forte di una cantina che conta più di 1000 referenze e circa 6000 bottiglie, il sommelier Andrea Puliga, propone una carta vini in cui non mancano i grandi produttori francesi come Dom Pérignon, Georges Laval, Jean-Claude Ramonet e Domaine de Montille, e gli italiani, tra cui i veneti Masi, Romano Dal Forno e Giuseppe Quintarelli e i nomi illustri piemontesi Bartolo Mascarello, Gaja e Giuseppe Rinaldi. Nella selezione di Iris c’è spazio anche per etichette rare, come Vosne-Romanee 1er Cru Cros Parantoux di Emmanuel Rouget, Vosne-Romanee 1er Cru La Croix Rameau Domaine Coudray-Bizot e AG 47, il Riesling in purezza di Federico Graziani.
Le bottiglie sono conservate al piano interrato di Palazzo Soave, luogo in cui ha inizio l’esperienza gastronomica da Iris. Qui, nel cuore dell’edificio, vengono serviti gli amuse bouche prima di essere condotti al piano superiore per degustare i piatti dello chef Giacomo Sacchetto. Nelle sale di Iris, immersi tra affreschi, moderni chandelier e un pavimento in seminato veneziano, la cucina proporrà i due menu degustazione Raccontami – focalizzato sul territorio veneto – e Adriatico e Dintorni – il mare secondo Iris – e una selezione di piatti fuori carta che varieranno quotidianamente.
“Abbiamo strutturato la cantina di Iris sul concetto di profondità e trasversalità: etichette iconiche, Cru di culto e una filosofia che valorizza tanto la storia quanto la ricerca” spiega il sommelier Andrea Puliga. “Il Vinitaly è il salone del vino che porta il mondo vitivinicolo a puntare gli occhi su Verona e dobbiamo essere pronti a soddisfare tutte le richieste dei nostri clienti. Inoltre, l’inizio dell’esperienza da Iris avviene in cantina, il luogo ideale per avvicinare l’ospite alla scoperta delle nostre bottiglie”.
LA CANTINA DI IRIS
Autorevolezza e curiosità, sono queste le parole chiave che il sommelier Puliga utilizza per descrivere le sensazioni che la carta vini di Iris dovrebbe suscitare nell’ospite. Il primo concetto è consolidato dall’inserimento di grandi produttori internazionali, dalla Champagne alla Borgogna, ma anche della Valpolicella in Veneto e delle Langhe in Piemonte. E così Krug, Jacques Selosse, Domaine Jacques Prieur e Château Haut-Brion, trovano spazio nella cantina di Iris insieme ai veneti Bertani e Allegrini, e ai piemontesi Roagna e Bruno Giacosa. La curiosità scaturisce invece da quelle bottiglie rare, prodotte in quantità esigue, spesso in un appezzamento da un ettaro o poco più. Come l’edizione limitatissima del Riesling siciliano AG 47 di Federico Graziani, elegante e minerale, disponibile in appena qualche centinaio di esemplari. O i vini di ricerca di Cyril Fhal, realizzati con le uve provenienti della manciata di ettari in biodinamica di Clos du Rouge Gorge a Latour-de-France.
È seguendo questa alternanza che nasce la carta vini di Iris. Il focus principale è sul territorio, con Soave e Valpolicella in primissimo piano. Grande spazio è poi naturalmente riservato ai vitigni e alle regioni italiane che hanno contribuito a costruire l’immaginario dell’enologia nazionale. Oggi il baricentro resta nel Vecchio Continente, con una selezione che percorre l’Italia e si muove poi in Francia, Germania e Austria, con una finestra sulla Slovenia. Il 2026 sta segnando un ulteriore passo in avanti, grazie alla ricerca verso la futura apertura nei confronti della Spagna e ad alcune realtà del Nuovo Mondo, dagli Stati Uniti (California e Oregon) alla Nuova Zelanda, fino al Sudafrica, per ampliare il racconto senza perdere coerenza. Il filo conduttore resta sempre lo stesso. I vini, sia che si parli di piccoli produttori, sia che si parli grandi classici, sono scelti per raccontare territorio, stile e storia.
La città di Verona freme per l’arrivo del Vinitaly, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, e Iris è pronto a raccontare il Veneto e il mondo intero attraverso un viaggio nel calice. Con una selezione viva, in grado di crescere nel tempo e di venire incontro alle esigenze degli ospiti locali e internazionali.

